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Il Blog del Professor Collodi.
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Movimento per la liberazione di Polacchia

Professor Collodi  30/10/2009 - 01:19    Mi trascinai a stento fuori dalle spelonche lussuriose del carcere duro. Ero ingrassato più di cinquanta chili. L’esperienza mi aveva segnato duramente nel fisico e ancor più debilitata era la mia mente. Noto solo ora una singolare coincidenza tra il mio tentativo di allora di far comprendere le regole basilare della buona poesia, della vera poesia, e quell’anelito alla conoscenza che oggi mi porta nelle classi italiane, sprecando tempo con scimmie spaziali. Meglio gli assassini, per loro una promessa è una promessa e non ci si sottrae all’onore né il disonore passa sotto silenzio. A 52 anni la mia infanzia era dunque improvvisamente finita, lontana, come la Polacchia irraggiungibile, cancellata dai trattati internazionali, derisa e vilipesa. Il 16 brumaio il cancello del carcere si chiuse alle mie spalle. Mentre mi allontanavo, con tutti i miei buchetti inviolati e frementi, mi accorsi del saluto tributatomi da prigionieri e secondini: dalle finestre volavano palle roventi di polenta e mi rividi bambino, quando per gioco scippavamo le vecchie nelle giornate di neve e per deriderle riempivamo loro il collo delle pellicce con ghiaccio di urina. Ero solo, spaventosamente dotato di vivida intelligenza e solida cultura umanistica, una miscela perfetta per diventare qualcuno, magari un pappone, uno spacciatore o, perché no, un affermato regista di pornografia per le classi colte. Ero solo e mi incamminavo sussurrando tra me e me brani della Gerusalemme Liberata, scoprendo proprio allora la sua struttura chiastica, intuizione poi scippatami da un noto studioso italiano. Che fare del mio calzino portafortuna, ormai non contava essere superdotato, che farmene delle mie competenze, delle mille e più ricette a base di rognoni e pellame che sapevo cucinare? Dovevo concentrare tutte le mie forze nell’unica garanzia di sopravvivenza possibile: nascondermi, mimetizzarmi e organizzare un movimento culturale allo scopo di disgregare le certezze europee in tema di Polacchia. Arrivato in città ed entrato in un bar ebbi un’intuizione, un’illuminazione vera e propria: il movimento si sarebbe chiamato “movimento clandestino per la liberazione di Polacchia, ad adesione obbligatoriamente libera, basato sugli scritti apocrifi di Giuda, Giuseppe Gioacchino Belli e Cavour”, nome facile da ricordare e dai sicuri riferimenti culturali. Sarebbe stato un gruppo militante di ozio e virtù, dotato di regole proprie che avrei blindato col “patto polenta”, un vero e proprio patto di sangue in cui, inutile dirlo, il sangue si sarebbe mischiato alla polenta, a suggello di un legame eterno tra gli aderenti e la Polacchia. Al ventitreesimo grog inventai anche un alfabeto segreto che ora non ricordo più, ed elaborai una variante del “patto polenta” in cui si faceva un uso improprio delle anguille, che qui è vietato esporre per le rigide norme a salvaguardia dei gatti e degli uccelli.

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profesa, che fine hai fatto?
Farcito  13/11/2009 - 15:48    Sei morto o sei ti sei dato fuoco sulla Piazza Rossa durante il tuo ultimo seminario sulla Mafia Russa?
Raccontaci una storia, la tua storia, puttana eva! dai profesa, facce ride!

Polenta violenta
Farcito  30/10/2009 - 17:54    Grazie ragazzi, grazie Profesa, tu si che sei il Professore che avrei sempre voluto. Non so dove lei insegni, ma quasi quasi verrei nel suo istituto a iscrivermi.
E poi mi ha fatto conoscere questo fantastico gruppo di cui sotto il testo preso dalla rete:

cul cusscuss, ta vegn adoss ul puss,
involtin primavera, te tiret minga sira
in dal lac te'l seet, gh'han traa dentar ul karkadè
gamberet thailandes, ta fan di bei surpres!

polenta violenta!
polenta violenta!
polenta violenta!
polenta violeta DOOOOOOOC!

nouvelle cousine, te restat me 'n cretin,
bistech de soia?? vaca eva boia!
quater legur e 'n fasan, a l'è mei del ramadan
lassa sta la cocaina avanti cul vin russ!

polenta violenta!
polenta violenta!
polenta violenta!
polenta violeta DOOOOOOOC!

Buta giò i wusterlun, sa sbassan gio i marun
hamburger american, artrite ai to man,
saluda ul bacon ingles, l'è mei 'l crespun milanes,
donn e bo dal te paes, viva ul contadino cunt dree'l fusil!

sgarbi
Farcito  15/11/2009 - 15:42    http://www.youtube.com/watch?v=7mSof5KHkuM

ri-sgarbi allora

 
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