Un uomo che combatte per migliorare l'istruzione, un uomo che combatte per alfabetizzare all'alfabetizzazione, imparare a imparare ed insegnare a insegnare: alpha, beta, gaga!
Se sei un alunno che si pone delle domande senza risposte o un cittadino che vuole una consulenza privata, scrivi al Professor Collodi all'indirizzo www.professorcollodi.blogspot.com
Padre Ralph25/10/2009 - 16:28
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o a persone realmente esistite o esistenti è puramente casuale.
Da wikipedia:
“Nella parabola che Gesù racconta, un uomo ha due figli e, nonostante non manchi loro nulla, il più giovane pretende la sua parte di eredità mentre il padre è ancora in vita. Ottenutala, si reca in un paese lontano dove spreca tutte le sue ricchezze tra banchetti e prostitute. Ridotto alla fame, per sopravvivere è costretto a fare il mandriano di porci. Pentendosi degli sbagli commessi, torna a casa e chiedere misericordia a suo padre. Ma, mentre è ancora per strada, il padre lo scorge e gli corre incontro, accogliendolo a braccia aperte. Organizza addirittura una grande festa per l'occasione, uccidendo allo scopo il "vitello grasso".
Il primogenito non capisce perché al fratello dovrebbe essere riservato un simile trattamento, e ricorda al genitore che lui, che gli aveva sempre obbedito, non aveva mai ricevuto nemmeno un capretto per far festa con gli amici. Ma il padre risponde:
« Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. » (Luca 15,31-32)”
Accade anche nel 2009 che un figlio perda la retta via per incamminarsi lungo le dolci strade in discesa del peccato e della perdizione, ma, si sa, una volta percorsa la discesa è molto difficile risalire. Anche i compagni di vita, che molto volentieri ci accompagnano nella discesa quando si tratta poi di allungare una mano per aiutarci a risalire, ti voltano le spalle. Vi voglio raccontare una storia dei nostri giorni, che ricorda la parabola del figlio prodigo sopra citata: un giovane piacente ed intuitivo decise di mettere un disegno su una magliettina, per dare una svolta alla propria vita. Il ragazzo ci vide giusto e cominciò a pianificare la strategia di marketing “prima di tutto il marchio” pensò “deve essere bello evidente, riconoscibile e semplice da capire” così prese la sua nipotina di sette anni e le chiese di disegnare un fiore od una farfalla, qualsiasi cosa le fosse venuto in mente. Il disegno era azzeccato, semplice, elementare: “perfetto” pensò “ora procediamo con la seconda parte: la diffusione”.
Dopo aver creato un simbolo riconoscibile bisognava “marchiare” il bestiame a partire dai “capi branco”, i punti di riferimento del resto del gruppo, “chi sono i punti di riferimento di questa società?” si chiese “ma certo! Tutte le persone che sono invidiate per il loro successo, la loro ricchezza, la loro posizione sociale, i nuovi idoli, quelli del guadagno facile”. Il nostro ragazzo ebbe quindi l’intuizione geniale di donare capi col proprio marchio a gente famosa, perché rappresentassero un modello da imitare: il colpo riuscì e ricchezza, fama e successo non tardarono ad arrivare, grazie ai soldi spesi dalla gente comune per poter assomigliare, in modo così evidente, ad un proprio idolo. Ma il ragazzo, purtroppo, non seppe mettere da parte le proprie fortune e sperperò tutto “tra banchetti e prostitute”. Il ragazzo trovatosi alla fine della discesa si voltò e vide dei passanti sconosciuti, che al contrario di quelli che si credono amici, furono pronti ad aiutarlo ben conoscendo le sue doti e la sue capacità, gli dissero “noi ti aiuteremo ma ti chiediamo in cambio la tua faccia, il tuo nome, dovremo fare ancora una volta quello che hai fatto in passato: se è riuscito una volta perché non dovrebbe farlo ancora?” lui pensò “ormai non ho nulla da perdere perché non accettare?” ed accettò sperando che la gente dimenticasse molto velocemente, che fosse disposta a perdonare più un ricco che cade in disgrazia piuttosto che un poveraccio che commette gli stessi errori. Così fu ed in men che non si dica il ragazzo si dichiarò “rinato” ed i suoi soci organizzarono addirittura una grande festa per l’occasione, uccidendo il “vitello grasso”, “tanto” era convinti “la gente comune non vede l’ora di spendere i propri denari per marchiarsi e seguire i capi branco come dei pecoroni”. Il ragazzo, avvicinato da tutti e presenti e ricevuti enormi complimenti in realtà si chiedeva, tra sé e sé “ma possibile che la gente sarà così stupida da ricascarci?”. Questa seconda parte della storia deve essere ancora scritta, vediamo chi avrà ragione.