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Dr.Spock  11/02/2008 - 16:11   

Splendida sessantenne, nata infatti nel 1948, tocca il suo massimo cielo la società Scandone di Avellino, orgoglio d´Irpinia ieri seguita al Nord da duemila tifosi, molto fieri e colorati. Giustamente: hanno vinto la Coppa Italia, ed è un´impresa da sogno, compiuta ieri sbancando la finale in casa altrui (73-67): quella della Virtus, altrettanto fiera, solo più debole. Avellino è stata, come in tre sere di questa Coppa, sempre coro, mai una somma d´addendi: 18 punti di Smith, 14 di Radulovic, 13 di Righetti, 12 di Williams e Green. Poi la difesa. Non pareva nel catalogo di questo gruppo, lo è diventata per strada. Senza difesa non ci sono grandi squadre. L´Air, da qualche tempo, lo è.
Immersa fino a un anno fa nelle lotte per non retrocedere, l´Air è fiorita quest´anno azzeccando tutti gli acquisti, dal miniplay Marques Green, a 165 centimetri l´uomo più piccolo del campionato, al tiratore Devin Smith, all´erculeo centro Eric Williams, e al Righetti che pareva definitivamente intristito nella perdente routine romana. Ne hanno fatto una squadra di giocate scorrevoli e brillanti due allenatori che definire strana coppia è solo simpatia: Matteo Boniciolli, nato come figlioccio di Tanjevic, guida il gruppo e fa pure il gm, sotto l´ombrello del presidente Ercolino, un neofita conquistato da quelle cotte furibonde che si vedono nel basket, Tonino Zorzi, che a 73 anni resta il coach con più panchine in A (oltre mille), s´è riciclato assistente di lusso.
La finale. Abituata in questa Coppa a partire benissimo, la Virtus parte invece, stavolta, malissimo: 1/10 al tiro lei, 4/4 da tre l´Air. Totale: 12-2 dopo 5´. Ma entra Chiacig e rimonta a spallate, unico a sbrecciare la difesa irpina: solo per lui (12 punti alla pausa), Bologna non annega. I suoi esterni non l´infilano mai, contro una difesa che non dà spiragli, a costo di pagarlo coi banchetti dei lunghi di casa. Alla terza partita nel lungo week-end, entrambi i coach devono distillare energie usando molto le panchine: Boniciolli ha meno uomini, ma in vantaggio può centellinare meglio. Fatti però saltare, in apertura, più tappi di champagne, si ritrova all´intervallo con bicchieri avari: il +1 è quasi un pari per la Fortezza.
Ripresa. Due triple siderali di Spencer danno alla Virtus sorpasso e allungo, altre due di McGrath un +6, ma l´Air trova risorse dietro, srotolando la zona 1-3-1, che confonde Bologna, indotta a sparar solo da lontano. 55-53 al terzo intervallo, quando Best, che s´è stirato nel primo quarto, torna in parterre in jeans. Finale finita e la defezione del leader ammutolisce l´arena. La Virtus s´aggrappa ai suoi esigui vantaggi, Avellino deve trovare l´onda giusta. Sorpassa a 4´32´´: 63-61.
Poi regge. Di là, sono 6 i punti bianconeri in 7´ stremati d´ultimo quarto. Non c´è più squadra né fede.
Di qua, c´è solo la festa dei verdi e le lacrime mute di coach Boniciolli.

Risposta


Farcito


 
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