Brainmover 26/10/2006 - 21:56
«...ed eravi una montagna di Parmigiano grattugiato sopra la quale stavan genti che niun altra cosa facevan, che farev maccheroni et ravioliet cuocergli in brodo di cappone.» (Boccaccio, 1348)

Città ricca e compiaciuta, Parma si crogiola nel suo apparente quieto vivere fatto di piazze fiorite e signore impellicciate, di erre mosce e suini santificati. L'ex capitale del Ducato di Parma e Piacenza è nota soprattutto il culto del buon cibo, per il suo prosciutto e per il suo formaggio, per i miliardi che fanno girare multinazionali alimentari come Barilla e Parmalat(ma non solo). In barba a De André, Parma è riuscita a far nascere i diamanti dal letame. Non solo quello prodotto dalle invisibili vacche sparse a milioni in tutta la provincia, ma soprattutto quello marcio delle truffe, delle tangenti, delle lobby, dei benpensanti. Parma, che trasuda ricchezza in quasi tutti i suoi angoli visibili, è l'apoteosi di un provincialismo imperante quanto decadente, di un autoreferenzialità e di una superbia assordanti. Immemore delle barricate antifasciste del '22, la città è dominata (con pieno mandato elettorale) dal triumvirato Chiesa-Banche-Imprese, la "Civiltà Parmigiana" (così si chiama la lista al potere da due mandati) che dispensa ricchezza e fiori nascondendo nefandezze implicitamente accettate come "male necessario". Berlusconi si vantò di aver stabilito a Parma la sede dell'
Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, a scapito una città finlandese "dove si mangia la renna affumicata". Grande giubilo da destra a sinistra, peccato per gli scandali e i crack finanziari astronomici che hanno sconvolto (solo apparentemente) la tranquilla culla del buon cibo. Un'idea sagace quella di conferire un'autorità di controllo ad una città di fatto dominata dalle multinazionali alimentari (Barilla e Tanzi sono da sempre nel C.d.A. della Gazzetta di Parma, solo per fare un esempio). Ormai Parma vive di apparenza e bella vita in modo talmente estremizzato da sembrare caricaturale, e l'ingordigia di soldi ha evidentemente fatto saltare i nervi a qualcuno. All'odore di letame si aggiunge quello del sangue, dal fenomeno mediatico Tommy alla metafora stessa della Parma peggiore: l'omicidio del finanziere dell'Opus Dei
Gianmario Roveraro. Il futuro ci racconterà quanti scheletri dovranno scivolare ancora dall'armadio e quali barbari faranno sacco di un impero decadente, un impero da mangiare, che sa di letame.